Quali ulteriori complicanze possono essere provocate da un aborto?

Quali ulteriori complicanze possono essere provocate da un aborto? 

Anche se non viene colpita da complicanze immediate, la madre che abortisce può subire conseguenze tardive, fra le quali:
Nascita di bimbi morti o handicappati. Le donne il cui sangue ha il fattore RH negativo e che non ricevono un anti-siero (RHo (D) immunoglobulina), possono reagire al sangue di tipo RH positivo del padre, facendo correre ai nascituri il rischio di una eccessiva distruzione dei loro globuli rossi (malattie emolitiche), conducendoli a morire prima del parto o a nascere handicappati.
Infiammazione pelvica. La malattia infiammatoria del bacino è «una malattia grave, abituale conseguenza dell’aborto, nel 30% dei casi del quale viene segnalata»(3). Questa infiammazione può condurre ad aborti spontanei, alla sterilità e a dolori pelvici cronici.
Aborto spontaneo. Le donne che hanno abortito sono soggette agli aborti spontanei, con un tasso più elevato del 3 5 % in rapporto alle donne che non hanno abortito.
Parto difficile. Le donne che hanno abortito sono soggette a complicanze nei futuri parti e/o nelle future gravidanze.
Nascita prematura. Le nascite premature sono da 2 a 3 volte superiori nelle donne che hanno abortito, in rapporto a quelle che non hanno mai abortito.
Cancro al seno. Vi sono gravi timori che l’aborto possa aumentare il rischio del cancro al seno, in particolare se ad essere abortito è il primo figlio. «Le donne che abortiscono al primo trimestre di gravidanza raddoppiano il rischio di contrarre un cancro al seno, in rapporto alle donne che portano a termine la loro gravidanza» (4)
Gravidanza extra-uterina. Nella gravidanza extra-uterina il feto si sviluppa nelle tube di Falloppio, piuttosto che nell’utero, mettendo quindi la madre in pericolo di morte in caso di esplosione di una tuba. Un rilevante tasso di crescita delle gravidanze extra-uterine è stato constatato nelle donne che hanno abortito(5). Gli studi dimostrano che il rischio di una gravidanza extra-uterina raddoppia dopo un primo aborto e si quadruplica dopo un secondo. Il pericolo aumenta con la pillola RU 486, che è inefficace sulle gravidanze extra-uterine, creando una falsa impressione (inducendo all’emorragia) che la madre non è più incinta.
Un aborto può condurre la madre a problemi di tipo psicologico?
Sì, l’aborto può produrre gravi problemi di tipo emotivo, psicologico o psichiatrico:
Perdita di autostima. La donna che ha abortito sente di avere violato la propria missione di madre e di difensore della vita; ne deriva un sentimento di disistima che può arrivare fino al disprezzo di sè.
Sentimento di colpa. In molte donne, si constatano profondi sentimenti di colpa ed anche di amore per il figlio «che avrebbe dovuto nascere». Se poi la donna cerca di negare o di rimuovere la propria colpevolezza, le conseguenze diventano più gravi per lo sforzo fatto di soffocare la coscienza turbata.
Rimpianto, ansia e depressione. In rapporto alle donne adulte, le giovani sono più portate a soffrire di postumi psicologici a breve termine. Anche se la prima reazione di una donna che ha abortito è quella di sollievo, ben presto sopravvengono sentimenti di rimpianto, di ansia e di depressione.
Sindromi post-abortive. Non di rado la donna reagisce all’aborto in modo simile al turbamento da stress post-traumatico che si riscontra nei reduci di guerra. Spesso i primi sintomi si manifestano vari anni dopo l’aborto, quando la donna comincia a segnalare problemi mai verificatisi prima, come disistima di sè, intorpidimento della sensibilità, flash-back, difficoltà di concentrazione, insonnia. Il dr. Vincent Rue, uno psichiatra americano che da un ventennio studia le sindromi post-abortive, aggiunge altre conseguenze: «depressione, inclinazione al suicidio, rottura delle relazioni sociali, uso di droga, abuso di alcool, problemi sessuali, fobie, gravidanze isteriche, sterilità, anoressia» .

 

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