Dichiarato morto tre volte fa hockey e scrive libri

Matteo Premi di Castelfranco

Matteo Premi di Castelfranco, 22enne, racconta la sua vita in un’autobiografia «Sulle ruote della carrozzina me la rido». Diplomato al classico ora fa l’università

Matteo Premi di CastelfrancoMatteo è nato prematuro, dopo soltanto 25 settimane di gestazione ed è stato dichiarato morto ben tre volte, in seguito alle quali è sempre tornato in vita: ha conseguito la maturità classica, si è iscritto alla facoltà di Scienze della cultura e a disputato anche match di hockey. Nonostante la grave tetraparesi spastica che lo ha colpito, Matteo Premi da Castelfranco, è un vincente e può permettersi di intitolare il libro in cui è racchiusa la sua autobiografia: “Sulle ruote me la rido” (edizioni San Paolo), scritto con Maria Chiara Oltolini. Un libro didattico, perché Matteo con la sua storia è stato capace di insegnare l’amore per la vita ai suoi compagni di classe “abili” che, con lui, hanno deciso di creare una squadra di hockey su sedia a rotelle. «La nostra famiglia ha dovuto affrontare molte difficoltà, non per questo, però ci arrendiamo. Anzi, il libro è condito di molta ironia – racconta Silvia Dallari, la madre di Matteo – Matteo è nato gravemente prematuro in autostrada. Io ero arrivata alla 25esima settimana di gestazione. Stavamo viaggiando dal Veneto verso Bologna. Erano le 3 di notte quando, all’altezza di Vittorio Veneto mi si sono rotte le acque e Matteo è nato fuori dal casello autostradale, quando non aveva ancora i polmoni. Mio marito gli ha praticato il massaggio cardiaco e la respirazione. Matteo è stato ricoverato per cinque mesi a mezzo a Conegliano veneto, poi è stato dichiarato morto tre volte: al contrario di quanto diagnosticato, invece, lo spirito fortissimo di Matteo ha prevalso e anche ora gli consente di combattere contro una tetraparesi spastica grave».

Matteo ha conseguito la maturità classica con un voto di 84 su 100 ed è stato in grado di coltivare la passione per l’hockey. Riuscendo a superare vari ostacoli. «Non c’erano insegnanti di sostegno adeguate alle sue difficoltà» fa sapere la signora Silvia. Matteo non può parlare, perché ha problemi di motricità. Ma questo non significa che non sia in grado di esprimersi. «Mio figlio è riuscito a fare capire ai prof che lui riusciva a studiare, ha preso il diploma di liceo classico e ora studia storia e filosofia a Scienze della cultura a Modena. E non è finita: un giorno, il migliore amico di Matteo si è chiesto: “perché non possiamo giocare noi al suo sport?”. Ovvero, perché non possiamo sederci noi sulla sedia a rotelle e giocare come Matteo? Così, grazie alla prof di italiano Rossella Terreni abbiamo contattato il distributore delle sedie a rotelle a motore Ottobock e sono state disputate partite di hockey con ragazzi “abili” su sedia a rotelle». Matteo presenterà il suo libro domani, martedì 3 ottobre nella sala Ferraresi di Novi.

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