Salva un neonato dal compattatore di rifiuti.

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Non posso credere che sia un bambino vero. Non posso credere che qualcuno abbia fatto questo “, ha detto in lacrime Paula Andrews, cercando di salvare un neonato dal compattatore di rifiuti. Era la notte del 25 marzo di quest’anno, il Venerdì Santo, a Everett, Washington (Stati Uniti d’America),

Venerdì pomeriggio, Andrews stava gettando via la sua spazzatura quando, insieme ad una sua amica, ha sentito il lamento di quella che poteva sembrare una bambola. 
Il pensiero che potesse essere un bambino vero ha fatto saltare immediatamente Paula nel cassonetto per scoprirlo.
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Sopraffatta dall’emozione, Paola ha iniziato a scavare, si è infilata nel comparatore per circa mezzo metro, ha tolto 20 sacchi di spazzatura dal cassonetto, “Penso che Dio mi stava dicendo qualcosa, di non smettere, di continuare a scavare, di scoprire, di esserne sicura”. E infatti sotto a tutti i sacchi lui era lì!

“Appena l’ho visto sono caduta in ginocchio e ho cominciato a piangere perché non potevo credere che qualcuno potesse aver buttato via una vita umana”, ha detto.
“ Questo mi ha spezzato il cuore, era freddo e coperto di sangue, ma vivo!”
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Il miracolo più grande è stato che Paula non ha premuto il pulsante per compattare il cestino, altrimenti il bambino sarebbe morto all’istante.
il bambino era appena nato, aveva ancora il cordone ombelicale ed è stata la cosa più triste e malata che abbia mai visto in vita mia” ha detto Jeff il fidanzato di Paula.

“Poteva essere morto, ma è vivo e questo ha un significato grandissimo, la sua vita è preziosa e ha uno scopo”.
Il vicecapo del dipartimento dei Vigili del Fuoco, ha detto che “se qualcuno è in una situazione in cui non sai cosa fare, o non può tenere con il tuo bambino e desidera lasciarlo, una stazione dei pompieri è il posto più sicuro per farlo e la mamma non sarà processata”.

Come riportato dalla stampa americana, il bambino è al sicuro nell’ ospedale Provvidenza. Le autorità sono alla ricerca di sua madre, che potrebbe avere bisogno di aiuto medico, e hanno chiesto il sostegno della comunità.

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