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Prete di Foggia filmava i bambini mentre li violentava: sotto processo.

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Don Giovanni Trotta, uomo di 56 anni, è sotto accusa per violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e adescamento di minori.

Tre ragazzini, due di 15 anni e un 16enne, hanno avuto il coraggio di raccontare nella giornata di ieri, (28 novembre) in aula, di fronte ai giudici, gli abusi sessuali subiti fino a qualche anno fa dall’ex sacerdote Giovanni Trotta che, durante il periodo a cui risalgono i fatti, era allenatore di quei giovani in una squadra di calcio giovanile della provincia di Foggia.

Il processo

Giovanni TrottaNel processo che sta avendo luogo dinanzi al Tribunale di Foggia, il prete è incriminato per violenze sessuali aggravate, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e adescamento di minori. I tre giovani ragazzi sono stati chiamati a testimoniare contro l’ex sacerdote riguardo abusi subiti. Rispondendo alle domande dei pubblici ministeri baresi, competenti su Foggia per il reato di pedopornografia, che hanno coordinato le indagini, Simona Filoni e Domenico Minardi. I ragazzi hanno confermato tutti i particolari: dalle foto nudi fatte a casa del sacerdote agli atti sessuali a quali erano sottoposti, mimando gesti e raccontando episodi. I tre giovanissimi hanno chiesto che i loro genitori restassero fuori durante la loro deposizione e, per ore, tra lacrime e imbarazzo, hanno ricordato quei terribili atti che hanno dovuto subire.

Più di un abuso

Giovanni TrottaGiovanni Trotta, già condannato in primo grado ad otto anni di carcere per violenza sessuale di un 11enne, è sotto accusa in questo procedimento penale per altri nove presunti casi di violenze sempre nei confronti di minori di età compresa, all’epoca, fra i 12 e i 13 anni. Gli episodi risalgono a tre anni fa. Trotta avrebbe abusato di cinque ragazzi affidati alla sua custodia, in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio, frequentata da questi giovanissimi, nonché loro docente di lezioni private. L’ex sacerdote li avrebbe violentati in casa sua singolarmente o in gruppo, scattando delle foto durante gli atti sessuali. Giovanni Trotta è inoltre imputato per pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico e adescamento di altri quattro 12enni mediante chat di Whatsapp e Facebook.

A 9 anni è incinta del patrigno: “Violentata 10 volte al giorno, ma non può abortire”

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La storia arriva dal Perù: la madre della bambina ha scoperto della gravidanza della figlia al quinto mese, ben oltre il limite stabilito dalla legge locale per praticare l’aborto. Caccia all’uomo in tutto il Paese per trovare l’aggressore trentenne.

PerùQuando la mamma si è resa conto che la pancia cresceva, non avrebbe mai potuto immaginare che la sua bambina, a soli 9 anni, fosse in dolce attesa e che, soprattutto, il padre del nascituro fosse il suo compagno. La vicenda è accaduta a Ventanilla, in Perù, dove è scoppiato un vero e proprio scandalo che ha sconvolto l’intero Paese. Secondo quanto scoperto dagli inquirenti la bambina veniva violentata dal compagno di sua madre fino a 10 volte al giorno. La piccola non ha mai trovato il coraggio di confessare gli abusi subiti e di denunciare il patrigno. Ma l’incubo per la piccola non finisce qui. Infatti, l’ecografia che la giovane ha realizzato ha rivelato che la gestazione era già arrivata al quinto mese, ben oltre il limite stabilito dalla legge locale per realizzare un aborto. Per questa ragione, la bambina sarà costretta a portare a termine la gravidanza.

La caccia all’uomo

Intanto, il suo aguzzino, Elmer Sergio Chambergo Tapia, 30 anni, è fuggito dopo che ha scoperto della gravidanza della figliastra. Ora in tutto il Perù è iniziata una vera e propria caccia all’uomo: la famiglia della bambina vuole soltanto che venga fatta giustizia. Ana Maria Choquehuanca, ministro per i diritti delle donne del Perù, ha fatto sapere che il governo sta facendo quanto è in suo potere per approvare quanto prima delle leggi (di cui già sono state stilate le linee guida) per prevenire altri case del genere, in crescente aumento in tutto lo Stato. Tutto ciò anche al fine di tutelare le vittime di abusi dando agli aggressori il massimo della pena possibile.

Bimba malata di leucemia scrive a Babbo Natale: “desidero sacche di sangue e pannolini”

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Cleonice Una storia davvero triste, di quelle che ti lasciano il cuore in mille pezzettini ma che vale la pena raccontare. Questa vicenda vede come protagonista Cleonice, un bambina brasiliana che, da pochi mesi, ha scoperto di avere la leucemia. Una forma aggressiva della malattia che potrebbe lasciarle poche speranze di vita. Un’eventualità che lei, piccola ma forte, non vuole prendere in considerazione continuando a lottare ogni giorno per la sua vita. Per questa ragione ha deciso di rivolgersi a l’uomo che tutti i bambini amano e sognano: Babbo Natale chiedendogli pannolini e sacche di sangue. Una lettera che è diventata virale in tutto il mondo in poco tempo. Tutto ciò ha dato il via ad una mobilitazione globale per dare una mano alla piccola Cleonice «Ciao Babbo Natale, sto vivendo un momento molto difficile, da poco più di un mese mi è stata diagnosticata la leucemia. Ti chiedo dei pannolini e delle sacche di sangue», si legge nella lettera. Cleonice, la mamma della bambina, ha fatto sapere che la figlia ha iniziato a mostrare i primi segni della malattia il 28 ottobre.

La speranza di una guarigione

CleoniceLa donna è dell’opinione che la bambina non capisca la gravità della situazione nella quale si trova, ma è consapevole del fatto che ha bisogno di tanto sangue e per questo ha deciso di scrivere a Babbo Natale. Nonostante, come detto in precedenza, la malattia è estremamente aggressiva, Cleonice ha affermato che la sua piccolina è una bambina molto forte e allegra. «La mia maggiore preoccupazione è il sangue. Ha bisogno di molto sangue», ha detto la donna. «Mia figlia ha chiesto dei pannolini perché quando fa la chemioterapia è molto debole e non riesce ad alzarsi dal letto, né io riesco a sollevarla perché è pesante e quindi finisce per bagnare il letto». Malgrado la diagnosi, la donna ha la speranza che la figlia guarisca presto.

«Continuiamo a lottare insieme, finché non si sia curata. Le dico sempre che non permetteremo che la malattia ci abbatta e che vinceremo lottando insieme, mano nella mano», ha aggiunto la donna.

La battaglia non facile e si presenta estremamente dura. Tuttavia la speranza non cede il passo alla disperazione. Cleonice è un esempio per tutti. La bambina coraggio che continua a lottare senza arrendersi mai confidando in un aiuto speciale che chissà che, anche sotto altre forme, non arrivi.

Chiudeva il figlio nel bagagliaio e picchiava la moglie. Padre condannato

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Quando si hanno dei figli, o più in generale  dei bambini, è davvero difficile mantenere la calma. A volte una punizione ai bambini può servire ad insegnare loro qualcosa. Però è necessario ricordare che qualsiasi punizione deve essere adeguata e assolutamente non violenta nei confronti dei propri figli. Tutto il contrario di quello che un papà di Ivrea era solito fare. Infatti egli dava ai figli punizioni fisiche piuttosto esagerate. L’uomo, un importante imprenditore, è stato messo sotto arresto in seguito ad una denuncia realizzata dai suoi stessi figli. I quali una volta diventati maggiorenni hanno trovato il coraggio di denunciarlo.

IvreaI tre fratelli, due femmine e un maschio, venivano con frequenza picchiati dal padre, che li prendeva a cinghiate. I tre ragazzi hanno fatto sapere che almeno una volta al mese il padre li picchiava per dare una punizione alla madre. Il maschio era quello che veniva perso maggiormente  di mira dall’uomo. Durante una vacanza a Ischia il papà del ragazzo ha rinchiuso il figlio dentro il bagagliaio dell’auto per dargli una punizione. Il ragazzo era soggetto anche ad una sorta di violenza verbale, infatti, davanti agli amici, soleva ripetere: “Nella vita non combinerai mai niente!”.

Una delle due figlie ha raccontato un episodio davvero sconvolgente: “Mio padre mi rincorse sulle scale, mi prese per i capelli e io caddi perdendo l’equilibrio. E a terra continuò a picchiarmi.”. I tre fratelli sono cresciuti con il terrore di morire, così come la mamma di questi che diverse volte è finita in ospedale a causa del marito. Proprio i referti medici hanno dimostrato che la donna stava dicendo la verità.

Dopo molti anni i ragazzi hanno denunciato l’uomo

Una volta che la  figlia piu’grande ha compiuto la maggior età, ha convinto la madre a denunciare l’uomo. In un’aula del Tribunale di Ivrea i tre figli hanno testimoniato contro il padre: al loro fianco c’era la mamma. L’uomo è stato arrestato. Il giudice ha deciso di condannare l’uomo a 3 anni di carcere. Le accuse a suo carico sono le seguenti: maltrattamenti, danneggiamento aggravati, lesioni, violazione degli obblighi di assistenza familiare.

L’uomo ha cercato di difendersi affermando di essere sempre stato un padre severo ma mai violento. Ma la verità è un’altra. Adesso i ragazzi e la loro mamma sono finalmente liberi di non vivere piu’nel terrore.

La mamma: “Pregate per lei.” Bambina di 4 anni ha un infezione al cuore

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Massa: i sintomi esplosi in pochi momenti, poi il ricovero all’Opa. Sui social l’appello della mamma. Tutta la comunità massese e non solo si stringe intorno alla famiglia

Tutta la comunità di Massa si stringe in preghiera per una bambina che improvvisamente è stata colpita da una brutta infezione. Sabato 25 Novembre l’appello su Facebook della mamma e del papà della piccola: «Nostra figlia sta lottando tra la vita e la morte ha solo 4 anni pregate per lei non vogliamo perderla». Una manciata di parole, davvero toccanti, di una giovane mamma che non vuole perdere la propria figlia. La piccola aveva manifestato i primi sintomi mercoledì, tuttavia sembrava trattarsi di una comune colica intestinale. Poco dopo, però, i dolori si sono intensificati, tanto da spingere i genitori a portarla di corsa al pronto soccorso. Una volta giunti in ospedale la situazione si è rivelata nella sua gravità, un’infezione al cuore. E dunque immediato il ricovero nella struttura d’eccellenza del territorio per questo tipo di patologie, l’Opa.

MassaLa solidarietà della comunità

L’appello dei genitori è stato immediatamente accolto dal prete. Infatti, la giovane coppia sono credenti e fedeli frequentatori della parrocchia vicino casa, lì sono conosciuti da tutti. Così nelle preghiere la piccola è stata menzionata e ricordata. «L’abbiamo nei nostri cuori e nelle nostre preghiere – ha espresso il parroco – è una vicenda che seguiamo con molta apprensione ma anche con molta fede. Ci siamo stretti tutti intorno alla famiglia, due persone veramente generose e buone. E staremo loro vicini in questa prova difficilissima».

Vicino alla piccola anche vicini e parenti

Oltre alla solidarietà mostrata dalla parrocchia vi è anche quella di amici, parenti e colleghi. C’è anche chi manifesta il suo supporto attraverso le richieste di preghiere che i genitori della bimba hanno affidato ai social. «Abbiamo saputo adesso, preghiamo per voi. Tenete duro», scrive un’amica della famiglia. «Pregherò tanto sperando di darvi una mano per uscire da questa situazione, povera piccola», si può leggere in un altro commento.

Le condizioni della bambina sono rimaste stazionarie. Il papà su Facebook fa sapere che la piccola «ha la circolazione extracorporea e i tubi per respirare». La prognosi della bimba è ovviamente riservata, le sue condizioni sono stazionarie.

La storia del raro caso di superfetazione, una donna rimane incinta mentre lo era già

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Kate e Peter HillNella vita accade che le cose spesso non vadino sempre come sperato. Ciò è accaduto anche a Kate e Peter Hill. Questa coppia di Brisbane in Australia voleva solo avere un figlio, ma non ci sono riusciti a causa di un problema che aveva Kate, del quale ne è venuta a conscenza solo nel 2006.

Aveva la sindrome dell’ovaio policistico, caratterizzata da ovaie ingrandite e micropolicistiche. In poche parole la donna non poteva avere bambini se non attraverso la fecondazione assistita. Così, insieme al marito, decise di provare una cura ormonale e finalmente, in seguito a numerosi tentativi, Kate riuscì a rimanere incinta.

Durante la prima ecografia, ha scoperto di essere in attesa due gemelli. I due futuri genitori erano pieni di gioia ed emozione, finalmente la notizia tanto attesa era arrivata. Ma i problemi si presentarono alla seconda visita, quando scoprirono che un bambino non  era riuscito a formarsi e di conseguenza ne sarebbe nato solo uno.

Una seconda gravidanza

Kate e Peter HillMa la cosa davvero assurda, se cosí la si può definire, arrivò dieci giorni dopo, quando Kate ha fatto una nuova ecografia. Questa ha mostrato qualcosa di incredibile. La donna mentre era incinta,ha ovulato e quindi è rimasta incinta di un’altro bambino. Anche i dottori rimasero senza parole.

Il dottor Brad Armstrong del Greenslopes Private Hospital era la prima volta che vedeva un caso del genere, infatti non sapeva spiegarsi il perché di questo strano fenomeno. Poi, in seguito ad attente ricerche, scoprì che questo fenomeno si chiama “superfetazione”, un rarissimo caso in cui, dopo la fecondazione di un ovulo, si presenta un altro “eccezionale” ciclo mestruale e quindi avviene la fecondazione di un altro ovulo.

«Di per sé, la superfetazione è estremamente rara – ha fatto sapere la signora Hill durante la trasmissione “Today Tonight”  – ma a rendere il mio caso ancora più unico c’è il fatto che io e mio marito abbiamo avuto rapporti sessuali una sola volta e, anche se in genere le donne non ovulano dopo essere rimaste incinta, il suo sperma è rimasto in vita ed attivo dieci giorni per fecondare il secondo ovulo». 

Appena nate, le piccole Charlotte e Olivia, erano praticamente identiche. Kate e Peter  sono fieri e orgogliosi, anche perché casi come   loro ce ne sono solo dieci in tutto il mondo, quindi per loro le figlie sono ancora più speciali.

La toccante lettera al padre che l’ha abbandonata

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letteraAl giorno d’oggi in tantissimi matrimoni la coppie non vanno  d’accordo e quindi per una serie di motivi finiscono per divorziare. Tuttavia, anche se le coppie non vivono più insieme, i loro figli potranno godere della presenza di tutti e due, ma non sempre è così.

Questo è ciò che è accaduto ad una ragazza che è stata abbandonata dal padre ed è cresciuta con sua madre e i suoi nonni, materni.

Un giorno la madre, sistemando la stanza della figlia, ha trovato per puro caso una lettera in cui la ragazza aveva scritto tutto quello che avrebbe voluto dire al padre: una lettera incredibilmente profonda e piena d’amore per il nonno che l’ha cresciuta e che per lei c’è sempre stato!

La lettera

“Caro papà,

Non conosco il tuo nome e non voglio saperlo: non mi aiuterebbe. Mentre leggi questo, probabilmente, penserai che ti definirò un padre cattivo e ti dirò che dovresti vergognarti per avermi abbandonato, ma non è così.

Quello che voglio dirti in questa lettera è che ti perdono. Ti perdono per non essere stato al mio fianco, perché è così che mi hai reso più forte. Quando ero piccola e a scuola si festeggiava la festa del papà, al tuo posto è venuto mio nonno.

Quando qualcuno mi chiedeva – Dov’è tuo padre? – io rispondevo che non avevo un padre, ma avevo il miglior sostituto al mondo: mio nonno che era già stato padre e poteva insegnarmi tutto quello che dovevo sapere. Mi ha insegnato a non piegarmi davanti a niente e nessuno, a non lasciare mai che qualcuno mi trattasse in modo che non meritavo.

lettera

Ti perdono per avermi escluso dalla tua vita perché questo mi ha permesso di trovare altre persone che mi amavano: Mia nonna mi ha insegnato ad essere rispettosa e brava, mi ha insegnato ad essere onesta con le persone attorno a me. Non mi ha mai permesso di mancare di rispetto agli altri e, se per caso succedeva, mi ha insegnato che la punizione è una cosa seria e non aveva paura di applicarla.

Ti perdono per non esser stato una figura paterna per me perché la mamma sapeva come prendere le redini. A volte non poteva darci quello che avrebbe voluto farci avere, ma siamo eternamente grati per tutto quello che ha fatto per noi. Ha fatto grandi sforzi per portarci in vacanza e per farci vivere nel miglior modo possibile. Sono orgogliosa dei suoi risultati.

Ti perdono per tutte queste cose perché so che mi hanno reso migliore. Sono andata a scuola senza te, mi sono diplomata senza te e sono felice con le persone con cui vivo. Apprezzo la mia persona e il mio futuro. Quando mi guardo attorno vedo le persone che sono entrate ed uscite dalla mia vita e che hanno colmato il vuoto che hai lasciato tu.

Quindi non dimenticare che non mi hai creato alcun male quando te ne sei andato, quando sei scappato dalle tue responsabilità. Spero che tu abbia trovato la felicità e ti perdono per esser l’uomo che mi ha dato la vita ma non mi ha voluto.

Cordialmente

La figlia che hai messo al mondo ma non hai mai cercato.”

Bonus figli fino a 25 anni per tutti. La soglia Isee si alza

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Bonus figli a carico: le novità dal Governo

In questi giorni il Governo sta discutendo numerosi emendamenti, molti di questi riguardano i bonus e le agevolazioni a favore delle famiglie. Tra questi, si sta rivalutando anche il sussidio per i figli a carico, che ha introdotto una importante novità: le misure per “aiutare le coppie sulla natalità“, infatti, i figli potranno restare a carico della propria famiglia anche dopo aver superato la soglia di reddito di 2.800 euro.

La proposta del Pd

Bonus figliSe oggi un giovane prende 2.800 lordi esce dal carico familiare, quindi diventa un disincentivo fiscale“, ha affermato il presidente della commissione Bilancio Giorgio Tonini del Pd. Lo scopo, informa, è quello di “alzare po’ il tetto. L’ideale sarebbe 5.000 euro, che l’Istat considera come soglia di povertà; avrebbe senso dire che sotto quella soglia devi essere a carico, altrimenti sei povero”, ha affermato a margine dei lavori sulla legge di Bilancio.

Quindi alzando la soglia ai 5.000 euro, aumenterebbe il numero dei nuclei familiari che avrebbe diritto allo sconto previsto sulle tasse, ovvero una detrazione di 950 euro. Nonostnate ciò, riuselterebbe impossibile arrivare alla cifra indicata da Tonini, per via dell’enorme spesa che l’emendamento comporterebbe. La speranza è che si possa comunque avvicinare “il più possibile a quella soglia”. Anche se “la coperta, come sempre – ha concluso – è troppo corta. Bisogna far quadrare i conti“.

In discussione al Senato: raggiunto un accordo

Tuttavia si dovrebbe salire dai 2.840 di oggi a 3.500 euro del reddito dei figli per considerarli a carico dei genitori. Al contrario resterebbe immutato il limite massimo d’età dei figli, che è di 25 anni. Questa è una delle principali novità che potrebbe essere confermata dal nuovo disegno di legge di Bilancio, in questi giorni sotto esame del Senato.

Legge di Bilancio in discussione

Quindi, l’idea in sè per sè c’è, bisogna considerare le possibilità economiche. Questa è solo una delle riforme in discussione al Senato in questi giorni. L’altra, che è già stata confermata, riguarda la proroga del Bonus nido.

Rimane sola, in mezzo alla strada, senza telefono. Senzatetto le da una mano 

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Kate McClure

Dei bellissimi gesti che riempiono il cuore di gioie. Come accade di solito, sono sempre  le persone più umili a dare un senso alla parole altruismo che davvero in pochi mettono in pratica. La storia che oggi vi proponiamo viene da Philadelphia, America, è vede come protagonista un homeless. L’uomo in questione un po’ di tempo fa, aveva utilizzato tutti i suoi soldi  per acquistare una tanica di benzina per una donna che era rimasta a secco mentre era alla guida della propria auto e in piena notte.

La donna, che si chiama Kate McClure, nonostante avesse notato la spia della riserva  pensava di riuscire a tornare a casa. Ma cosí non è stato: si è ritrovata ferma e senza soldi.

«Era la prima volta che rimanevo ferma e senza benzina, non avevo neanche soldi in contanti. Poi è arrivato quest’uomo dal cuore d’oro, che mi ha tranquillizzata e mi ha detto di chiudermi in macchina, per poi tornare con una tanica di benzina. Non avevo soldi, ma mi ero decisa a restituirglieli e ad aiutarlo, nel limite del possibile. Nei giorni successivi tornai nella zona e oltre a ridargli i 20 dollari, gli ho dato altri soldi, cibo, indumenti e coperte calde».

La Raccolta Fondi

Kate McClureKate, però, ha voluto fare di più. Cosi ha deciso di chiedere aiuto al popolo di internet, lanciando una raccolta fondi su GoFundMe. Lo scopo era quelli di raggiungere 10mila dollari, in modo da permettere al homeless, il cui nome Johnny, di trasferirsi in una casa in affitto e sostenere le prime spese, nell’attesa di trovare un lavoro. Ma contro ogni aspettativa, in qualche giorni è stata raggiunta una cifra da record: 110mila dollari.

«Johnny vuole trovare un lavoro e cambiare vita, una persona così non poteva non essere aiutata. Nei giorni successivi al primo incontro, parlai a lungo con lui e capii che viveva insieme ad altri due senzatetto, si aiutavano a vicenda vivendo di stenti» – ha fatto sapere Kate – «Ringrazio tutti voi per quello che avete fatto per lui, ora finalmente ha una casa e potrà permettersi anche un’automobile».

Le opere del Papa

Un gesto davvero bello che richiama le parole del Papa, il quale è sempre attento alle esigenze dei più poveri. Qualche mese fa era entrata in funzione la ‘Lavanderia di Papa Francesco “Si tratta di un servizio offerto gratuitamente alle persone più povere, in particolare a quelle senza fissa dimora, che potranno cosi lavare, asciugare e stirare i propri indumenti e coperte”, raccontava una nota dell’Elemosineria Pontificia che ricorda: “L’iniziativa è nata dall’invito del Santo Padre a dare concretezza all’esperienza di grazia del Giubileo della Misericordia”. La lavanderia del Papa è situata all’interno del centro ‘Genti di Pace’ della Comunità Sant’Egidio, nel rione romano di Trastevere.

Vercelli, tre maestre arrestate: picchiavano e insultavano i bambini

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Schiaffi, punizioni eccessive, continui insulti e urla: sono questi i terribili trattamenti che i bambini di un asilo di Vercelli hanno dovuto subire dalle maestre. L’operazione dei carabinieri è stata soprannominata “Tutti giù per terra” ed è iniziata a maggio in seguito alla denuncia di una mamma. In questi mesi sono state registrate quotidianamente le attività all’interno dell’asilo. Su autorizzazione della procura sono state messe delle telecamere nascoste all’interno dell’asilo e gli inquirenti hanno registrato ben 52 episodi di maltrattamenti sui bambini.

Gli inquirenti hanno registrato molti episodi di violenza

Le telecamere sono state installate in tutte le aule dell’asilo. Le immagini riprese hanno mostrato 52 episodi di maltrattamenti di cui 20 davvero gravi.

Vercelli

Le riprese effettuate hanno evidenziano spinte, sberle, urla esagerate, punizioni estreme e strattonamenti. I bambini venivano umiliati dalle insegnanti che terrorizzavano i piccoli. “Ti faccio girare la testa al contrario”, un’altra “Ti faccio cadere tutti i denti”.

Le maestre parlavano tranquillamente dei maltrattamenti

Anche le maestre tra le di loro hanno parlato varie volte dei maltrattamenti ai bambini come se fosse una cosa normalissima. Un’insegnante ha ammesso di aver “suonato una bottiglia in testa ad un bambino” mentre dialogava con la sua collega. Anche gli stessi bambini venivano istigati alla violenza, come nel caso della maestra che ha detto ad un alunno: “Dagli una sberla, ti autorizzo io. Dagliela secca.” riferendosi ad un altro bimbo.

Le insegnanti sono agli arresti domiciliari

Le maestre incriminate sono 3. Per la Squadra Mobile di Vercelli le insegnanti hanno instaurato un vero e proprio regime di terrore all’interno dell’asilo. Le 3 maestre sono state prese sotto arresto e adesso si trovano agli arresti domiciliari. Nei giorni a seguire verranno interrogate dal giudice per le indagini preliminari. In Questura vi saranno anche le mamme e i papà delle principali vittime che sono apparsi nei video delle telecamere.